
Marlon Brando – Quando il desiderio si fa uomo
21 Giugno 2007di Fabrizio Croce
Interpretare una figura chiave della storia quasi mitologica del divismo cinematografico da un punto di vista psicanalitico, può procurare un piacere e un interesse inusuale verso personaggi che, calati giù dall’empireo dell’immaginario collettivo e spogliati dal culto epico e romantico dell’Ideale maschile o femminile, acquistano una dimensione intima, segreta, da teatro kammerspiel, con ambientazione nell’anticamera della psiche di un essere umano, del quale all’inizio del viaggio possiamo vedere solo la proiezione gigantesca e luccicante (magari in bianco e nero) e alla fine, una più proporzionata e autentica versione.
Quest’ultima, pur non consentendoci di comprendere la persona nella sua complessità, ci da l’opportunità di andare oltre l’immagine mitica.
Marlon Brando riassume in sé, con cristallina precisione, il progetto che sta alla base di questo saggio di Eva Gerace Gemelli : scaturito non da un’esigenza autobiografica e neanche da una lettura critica della carriera immensa di quello che è stato identificato come il più importante e influente esponente del metodo Actor’s Studio - vale a dire la leggendaria scuola fondata alla fine degli anni Quaranta a New York da Lee Strasberg e Elia Kazan e da cui è uscito il gotha del cinema e del teatro americani per almeno quattro generazioni.
Ma non si parla tanto del processo che portò Brando a diventare un attore così grande e ammirato e non si sprecano parole sul suo approccio alla recitazione e ai memorabili personaggi cui ha dato vita sul palcoscenico e sul grande schermo.
Tutta la struttura del libro si articola intorno ad un movimento che Marlon\Bud - nella lettura psicanalitica che ne fa la Gerace - comincia a compiere fin dall’infanzia e che ha come fine ultimo il raggiungimento dell’oggetto del suo Desiderio, che prevede un doloroso processo di superamento del conflitto con la figura paterna e di consapevolezza dell’impossibilità di possedere la figura materna.
L’emblematicità del padre e della madre di Marlon, in questo senso (ci dice la Gerace), è indicativa della tensione e dell’aspirazione che hanno portato Brando a diventare da ribelle disadattato, dislessico, insofferente all’autorità a Divo amato, riconosciuto, celebrato nelle ritualità della rappresentazione scenica dove le sue pulsioni distruttive hanno trovato una forma e un’espressione per rigenerarsi in una forza costruttiva che ne ha alimentato il mito e lo ha reso un modello.
E se l’omonimo genitore maschile era un ubriacone egoista, ipocrita e puttaniere, che non si conteneva nell’esprimere al figlio adolescente la sua disistima con frasi come Sei un buono a nulla ! , la madre Dorothy, la cui equivalente dipendenza dall’alcool viene ricordata da Brando in una maniera meno rancorosa, ma più dolorosa e struggente, ha saputo riconoscergli quel talento e quella capacità che segnerà in positivo la sua vita. Questo ragazzo sa recitare, ella disse, dopo averlo visto a una recita natalizia alla scuola militare dov’era stato spedito per correggere il suo carattere indisciplinato.
La potenza delle frasi, delle parole, dell’utilizzo della parola come strumento-portatore della conoscenza, del sapere e, di conseguenza, dell’emancipazione da uno stato regressivo di negazione a uno stato di accettazione, di desiderio di andare e di prendere il proprio avvenire è un altro tratto fondamentale ricostruito nella formazione di Marlon, come nell’incontro con la poesia di Shakespeare, che colma o spinge ad un bisogno di compimento quelle deficienze fonetiche date dalla dislessia e da una disimpiego del dialogo nella giovinezza solitaria.
Nei suoi andirivieni temporali all’interno degli stati psicologici ed emotivi di Brando, l’autrice non perde mai le linee guida della sua inchiesta dell’anima e della mente, e se immaginassimo una sorta di costruzione piramidale realizzata dai concetti-simbolo di tutta una vita, alzando gli occhi verso la cima della piramide troveremmo una parola a capeggiare a cararatteri cubitali : DESIDERIO.
Per la Gerace tutta l’esistenza di Brando è stata attraversata dalla volontà di introiettare in sé la pulsione al desiderio, di trasformarsi da soggetto che vuole essere compiuto, amato, e integrato nell’Altro, a soggetto che desidera, che ha superato, freudianamente parlando, la castrazione, l’idea di mancanza e di indeterminatezza, di limitatezza contro l’Assoluto.
Probabilmente, e senza volerlo, la Gerace fa apparire Marlon ai nostri occhi come un altro tipo di Paladino o di Eroe, che combatte in nome dell’emotività dilaniata di tanti uomini e tante donne per vincere sul campo di battaglia dei fantasmi del proprio passato, della propria psicologia, del contesto sociale e culturale in cui siamo generati e spesso siamo indifesi, vulnerabili, spezzati.
Perchè in fondo, Marlon ha sempre dato l’idea di averla in qualche modo vinta, quella battaglia, e ogni sua apparizione cinematografica non era altro che la manifestazione fantastica e sognante, sovrapposta e sovraimmaginata del suo Io inquieto, che si incarnava nel DESIDERIO stesso (da cui il titolo del saggio Quando l’uomo si fa desiderio), alternando le cicatrici alle medaglie, i momenti di trionfo alle sconfitte senza consolazione (il suicidio della figlia Cheyenne), sotto il segno dell’ambivalenza, se non dell’ambiguità, e sempre con un atteggiamento di intensa, totalizzante voracità verso la vita.
Voracità e oralità sono altre parole fondanti nella personalità di Brando e la Gerace ne coglie il significato nel rapporto di Marlon con il cibo, utilizzato come puro mezzo di piacere e di godimento infantile e sintetizzato dall’immagine del Brando bambino davanti al frigorifero nella cucina della casa ‘svuotata’ dall’assenza della madre e riempita e invasa dalla torta di mele che la stessa madre aveva lasciato come surrogato della sua presenza.E il cibo rimarrà il veicolo, più che il surrogato, per ricongiungersi alla madre : a quel lato puro, innocente, incontaminato, che lo portavano a commuoversi davanti all’immagine del bambino sioux in Balla coi lupi.
Solo l’averci fatto catturare questo momento anomalo, dona una tenerezza e una magia unica a questo breve saggio, che si legge in una maniera disarticolata, credendo di aver capito tutto, ma alla fine rimettendo tutto in discussione, dicendo tanto e di più di una biografia tradizionale. Perchè Marlon non viene proiettato sopra una parete, ma si attacca, con le sue parole, al cuore e al pensiero.
Marlon Brando.
Quando il desiderio si fa uomo
Un ritratto sfaccettato di un leggendario attore, senza ipocrisie,alla luce delle teorie freudiane
Cosa cโรจ dietro unโicona del cinema? Dietro lo sguardo e il sorriso immortalati sulle pellicole degli anni Cinquanta? Dietro la facciata rude de Il selvaggio Johnny?Se ne รจ scritto molto, ma sarร mai abbastanza per tentare di delineare un profilo tanto sfuggente, quanto ormai scomparso nelle spire della caducitร umana?Probabilmente no e nessuno rinuncerร a dire la sua.Certamente non si puรฒ tacere della lettura โ alla luce delle lezioni freudiane, e tuttโal piรน che ricorre proprio questโanno il centocinquantesimo anniversario dalla nascita del grande Sigmund โ effettuata da Eva Gerace Gemelli, psicologa esperta in psicanalisi formatasi in Argentina e scrittrice, nel suo Marlon Brando.
Quando il desiderio si fa uomo, a cura di Daniela Pellicanรฒ (Cittร del Sole Edizioni, pp. 72, โฌ 8,00).Quello che lโautrice ama definire un ยซsaggio senza preavvisoยป, in origine era una relazione dal titolo Il cibo รจ stato sempre un buon amico tesa a dimostrare le origini psichiche della bulimia, ed evolutosi poi in saggio alla ricerca del caso โclinicoโ nel mito e nella leggenda del cinema. Supporti irrinunciabili tutte le biografie autorizzate e non.
I diversi aspetti del percorso psichico dellโuomo Brando sono sintetizzati dalla Gerace anche attraverso i titoli dei numerosi film interpretati dallโattore, sottolineando maggiormente la relazione da vasi comunicanti delle due identitร dellโartista.
Per esempio Lโammutinamento del Bounty allude alla sua natura vandalica, che decise i genitori a farlo raddrizzare in una scuola militare da cui poi fu cacciato per averne rubato la campana. Il selvaggio allude alla sua ricerca e alla scoperta di una libertร senza limiti, alla lunga anche devastante e Superman alla sua fortuna con le donne ma anche al disordine affettivo, tanto da fargli confessare a un biografo: ยซIo sono solo una puttana che ha lavorato sul marciapiede di fronteยป.
La Gerace rincara la dose con un interrogativo lapidario: ยซancora non sa a cosa serve un marciapiede e qual รจ il suo?Essere gli altriParafrasando Jorge Luis Borges, lโautrice ricorda nella Prefazione che ยซsiamo tutto il nostro passato, il nostro sangue, la gente che abbiamo visto morire, i libri che ci hanno migliorato, in una parolaโฆ siamo piacevolmente gli altri.Sulle orme di Freud, cosรฌ si ricerca il nesso tra la storia di un soggetto e il sintomo. Cosรฌ il mito Brando si riscontra nel difficile rapporto col padre, commesso viaggiatore fallito, nella madre alcolizzata, attrice e fondatrice di una compagnia di teatro sperimentale, che scoprรฌ Henry Fonda e che rinunciรฒ alla carriera per sposarsi.
Il senso dellโabbandono incombe sempre sulla sua vita: al primo, quello della madre a favore della bottiglia, segue quello di Ermi, la governante diciottenne, a cui รจ legato il ricordo dโinfanzia piรน dolce per il piccolo ma anche la prima delusione, quando ella lo abbandona per sposarsi.Quindi il borgesiano โessere gli altriโ significa per Brando soffrire per gli altri, tanto che fa specie pensare che lโuomo forte e virile ha continuato ad avere debolezze infantili, quali ad esempio il suo attaccamento allโoggetto-cuscino, diventato โ per il bambino prima e per lโadulto dopo โ ยซun talismano infantileยป: abbracciato ad esso dormiva in ore e luoghi insoliti.La patologia si manifesta anni dopo, quando per sopportare la perdita della madre, il cui ricordo piรน bello era legato ad un pomeriggio passato accoccolato accanto a lei, in ospedale prende un ciuffo dei suoi capelli e il suo cuscino.
Il mangiare e il bereDue azioni che per lโuomo comune sono di sussistenza assumono per Brando sembianze tragiche.Lโazione del bere si associa alla dipendenza dalla bottiglia di entrambi i genitori. E stranamente il binomio bere/amare non si scioglie neanche in etร adulta: รจ in seguito ad unโubriacatura
che perde la verginitร con una donna piรน grande di dieci o quindici anni. Lโalcool รจ sempre causa di privazione dei suoi oggetti dโamore, come la madre e il migliore amico Wally Cox. Un destino segnato.Lโazione del mangiare si lega invece ad un tentativo di ritrovare la madre, perchรฉ ricorda che quando era piccolo e tornava da scuola, trovava ad accoglierlo non lei ma i piatti impilati nel lavello.
Si ritrovava solo, apriva il frigorifero e si incontrava con una torta di mele che lo seduceva.
Cosรฌ ยซIl cibo รจ stato sempre un buon amico, dโaccordo quasi con Guillame Apollinaire: ยซColui che mangia non รจ solo.Ecco come si spiega la sua passione per i gelati e gli attacchi notturni in cui ingurgitava hamburger. Non era grasso per costituzione ma per gola, perchรฉ mangiava; eppure prima di girare un film, riusciva a perdere con una ferrea dieta quindici chili. Il suo problema non era fare dieta e ginnastica, ma ammettere che il cibo fosse un piacere e quasi un mezzo per amare.
Non avendo mai smesso di esserlo, del fascino rude e dolce con lโandare degli anni ne restรฒ solo lโombra, fino a pesare 160 Kg. Impietosamente i giornali scandalistici fecero a gara nel pubblicare le foto piรน recenti, mettendolo spietatamente a confronto con le immagini dei tempi dโoro.
Disordine e successoIl disordine domina ed indirizza la sua vita perchรฉ, spiega la Gerace, ยซNessuno gli dice cosa si puรฒ fare e cosa no [โฆ] ancora non sa a cosa serve un marciapiede e qual รจ il suo?ยปCosรฌ passa da un โamorazzoโ ad un altro senza soffermarsi, fa quello che gli piace e non gli importa se รจ giusto o meno.
E la sua autostima passa anche attraverso un vivere senza regole e fuori dalle regole, questo perchรฉ soprattutto il padre non lโha mai incoraggiato e lโha sempre fatto sentire un buono a nulla, tanto che quando la famiglia gli riconosce di saper recitare, Brando acciuffa quel โtram chiamato desiderioโ, riuscendo con tanta fatica e forza di volontร a superare anche la dislessia da cui รจ affetto sin da bambino.
Cosรฌ racconta la Gerace: ยซQuando iniziรฒ a lavorare nel cinema inventรฒ trucchi per imparare a parlare, pensava a come accomodare la lingua per non balbettare.
Da qui nacque quel modo singolare di parlare, pausato, che tanto lo ha caratterizzato. ร stato il risultato del suo sforzo per dissimulare la sua ecolaliaยป.Ecco quindi lโuomo con le sue debolezze arretrare per far posto allโattore che presta il suo corpo, la sua voce, il suo sguardo magnetico a personaggi immortali e certo meno problematici del loro alter ego.
Annalisa PontieriA. P., esperta di Storia dellโarte, รจ collaboratrice della rivista www.scriptamanent.net (della quale รจ responsabile delle sezioni Letteratura ed Editoria varia) nonchรฉ coordinatrice della rivista Rnotes. Socia di Bottega editoriale Srl, ne coordina i progetti. (direfarescrivere,anno II, n. 5, giugno 2006)
Un libro che spiega come la nostra mente crea il desiderio
Bookcafรจ blog - Diario del Bookcafรจ - Montesilvano (Pe)
Libreria-caffetteria-internetpoint-art gallery
Gli appuntamenti,i libri,le notizie, le informazioni.
Tutto quello che c'รจ da sapere sulla prima libreria slow book d'Abruzzo.
Il Bookcafรจ lascia sempre una porta aperta alla tua voglia di sapere
domenica 10 febbraio 2008
Marlon Brando: La Cittร del sole edizioni ha pubblicato un libro sulla nascita del desiderio.
L'argomento รจ affrontato da Eva Gerace Gemelli che cura la collana "Arte e Psicanalisi" pubblicata dallo stesso editore.
La particolaritร del saggio nasce dalla struttura e dalla metafora attraverso i quali viene chiaramente spiegato questo processo inconscio: analizzando la vita di Marlon Brando.
Marlon "Bud" Brando ebbe un rapporto particolare con i genitori: entrambi alcoolisti. Ma in alcuni libri egli raccontรฒ come in quanche modo cercรฒ di sostituire l'abbandono psicologico della madre. Marlon soffriva perchรจ percepiva che la madre preferiva la bottiglia piuttosto che dedicarsi alle cure del proprio figlio e questo scavรฒ molto nella personalitร del ragazzo che cercรฒ la madre in molte donne, per molto tempo dopo la sua morte.
Il desiderio nasce per sostituire il vuoto lasciato da un grave abbandono. Se noi ci rifiutiamo o non siamo pronti ad affrontare quel vuoto la fantasia diventa il complice perfetto per nascondere a noi stessi la realtร .
L'analisi della vita di un uomo che ha anche approfittato della sua professione per sopportare i dolori della vita.
Le scelte dei suoi film lo hanno aiutato a superari alcuni momenti di crisi, non solo, si sono rivelati a volte terapeutici per capire se stesso in un tempo in cui per la maggior parte delle persone sarebbe stato difficile comprendere.
Con un linguaggio semplice e chiaro Gerace ci spiega come capire la natura e l'occasione della nascita di alcuni desideri reconditi, per farci riflettere sulla spinta nella vita che questa sensazione offre.
Nelle ultime pagine l'autrice scrive una carrellata di punti di vista autorevoli per la storia del pensiero proprio sul desiderio.
"Quando il desiderio si fa uomo"
Mentre usciva negli Stati Uniti e in Gran Bretagna la biografia "Brando Unzipped" che si soffermava sulle relazioni "pansessuali" dell'attore, in Italia si era giร pubblicato da alcuni mesi un saggio di analisi psicanalitica proprio sulla figura dello straordinario attore.
A condurre questa indagine attenta e accurata รจ Eva Gerace Gemelli psicologa ed esperta in psicoanalisi. Questo saggio nasce inizialmente come relazione ad un convegno nel quale la Gerace era in passato intervenuta.
Il percorso scelto dall'autrice ricostruisce la vita e le esperienze che hanno segnato profondamente lโattore, in primo luogo i rapporti con la famiglia e gli affetti, partendo da quello che lo stesso Brando ha voluto che si sapesse di lui, nelle biografie autorizzate; quella di Robert Lindsey del 1988 in particolare, dove lโattore chiede allo scrittore di parlare di tutto, tranne che dei matrimoni e dei figli.
Il processo di strutturazione soggettiva che il testo della Gerace mette in luce trae proprio le sue mosse soprattutto da ciรฒ che lโattore-personaggio Brando sceglie di rimuovere dalla sua storia ufficiale.
Eva Gerace scrive โDi fronte a ciรฒ che chiamiamo realtร , lโunica forma che abbiamo per ubicarci รจ la finzione. Dunque รจ grazie alla finzione che possiamo accedere alla veritร โ.
La storia di un uomo che รจ diventato un mito, non solo per i personaggi che ha interpretato, ma anche per una vita al di fuori dei canoni convenzionali, segnata da tragedie ed eventi drammatici, rivive in questo libro, alla luce di un principio che vale per tutti, gente normale e miti.
Parafrasando Borges, Eva Gerace Gemelli lo rivela con semplicitร , allโinizio della lettura, โsiamo tutto il nostro passato, il nostro sangue, la gente che abbiamo visto morire, i libri che ci hanno migliorato, in una parolaโฆ siamo piacevolmente gli altriโ.
"Quando il desiderio si fa uomo"
โMarlon Brando. Quando il desiderio si fa uomoโ รจ diventato un saggio senza preavviso. Ci sono certi personaggi che ci appassionano. Cosรฌ come avevo scritto un saggio su Freud ricercando lโuomo, non lo psicanalista, cosรฌ un giorno mi รจ venuto incontro il desiderio di sapere cosa cโera dietro un uomo che ha segnato la storia del cinemaยป. Di quello che ha rappresentato lโicona di unโepoca questo libro offre unโanalisi psicanalitica attenta e accurata, discorsiva e piacevole da leggere.
Il percorso scelto dalla Gerace ricostruisce la vita e le esperienze che hanno segnato profondamente lโattore, in primo luogo i rapporti con la famiglia e gli affetti, partendo da quello che lo stesso Brando ha voluto che si sapesse di lui, nelle biografie autorizzate. La storia di un uomo che รจ diventato un mito, non solo per i personaggi che ha interpretato, ma anche per una vita al di fuori dei canoni convenzionali, segnata da tragedie ed eventi drammatici, rivive in questo libro, alla luce di un principio che vale per tutti, gente normale e miti. Parafrasando Borges, Eva Gerace Gemelli lo rivela con semplicitร , allโinizio della lettura, โsiamo tutto il nostro passato, il nostro sangue, la gente che abbiamo visto morire, i libri che ci hanno migliorato, in una parolaโฆ siamo piacevolmente gli altriโ.
365 Book Mark - Fiera del Libro Torino. 2006.
Ho fatto un piccolo paragone tra quello che dice il libro di Darwin Porter ยซBrando Unzippedยป (Brando sbottonato) e questo, entrambi parlano di Brando, ambedue sviscerano il Brando uomo, ma con molte differenze: il primo fa un tipo di lettura sensazionalistica: gli piace mettere il naso nelle relazioni private, citando nomi che possano attirare la curiositร ; il secondo cerca le cause di ciรฒ che รจ successo a Brando, ma con il massimo rispettoโฆ il primo รจ stato scritto negli USA e uscito anche in Gran Bretagna, il secondo in Calabriaโฆ Porter opera con un gusto da Hollywood-Babilonia.
Il libro che ho finito adesso di leggere, invece, mi ha fatto conoscere, in forma originale, lโaltra faccia di uno dei piรน grandi attori della storia del cinema.
Sin dal titolo, lโautrice ha saputo catturare la mia attenzione, alla fine ho capito che in esso si condensa tutto il saggio.
Fulvio Mazza, Direttore responsabile โDire Fare Scrivereโ. Mensile di cultura e scrittura.
Mentre usciva negli Stati Uniti e in Gran Bretagna la biografia ยซBrando Unzippedยป, che si soffermava sulle relazioni โpansessualiโ dellโattore, en Italia si era giร pubblicato da alcuni mesi un saggio di analisi psicoanalitica sulla figura dello straordinario attore. A condurre questa indagine attenta e accurata รจ Eva Gerace Gemelli psicologa psicoanalista. โLa Nazioneโ (giornale della regione Toscana: Pisa, Firenze, Livorno, Prato).
Il percorso di strutturazione soggettiva che il testo della Gerace mette in luce trae proprio le sue mosse soprattutto da ciรฒ che lโattore-personaggio Brando sceglie di rimuovere della sua storia ufficiale. Eva Gerace firma questo breve e agile saggio. โMezzoeuroโ, settimanale dโinformazione regionale. (Regione Calabria).
Lโautrice ci presenta uno scambio approfondito tra letteratura e psicoanalisi. Formatosi in questa solida tradizione Argentina, dove lโautrice ha vissuto per molti anni, Eva Gerace Gemelli puรฒ sbriciolare in questo libro la vita e lโopera del grande attore. โLeggere Tuttiโ (Distribuito in tutta Italia).
Lโaltra faccia del mito hollywoodiano. Lโopera prima della psicoanalista scrittrice Eva Gerace Gemelli ha suscitato un enorme interesse, come รจ testimoniato dalla grande presenza pubblica che si รจ lasciato coinvolgere nel dibattito tenuto presso la casa dove soggiornรฒ lo scrittore Cesare Pavese a Brancaleone. Graziella Giordano โil Quotidianoโ (giornale della Calabria)
Grande successo per il saggio su Marlon Brando. In uscita la seconda ristampa del volume della psicoanalista Eva Gerace Gemelli. Pubblicato nello scorso dicembre, ha riscosso subito un grande successo di pubblico e di critica, tanto di essere esaurito nel giro di sei mesi. Il libro รจ presente in tutte le maggiori librerie italiane ed รจ molto richiesto dagli appassionati di cinema, dal mondo della psicoanalisi, ma anche dal pubblico in genere, perchรฉ rappresenta una singolare e innovativa indagine sulla personalitร e il vissuto del grande attore americano, anticipando il rinnovato interesse per la sua figura. โLettere Meridianeโ.
Marlon Brando
Quando il desiderio si fa uomo
di Francesco Idotta Eva Gerace Gemelli
Un saggio su Marlon Brando, scritto da una psicologa esperta in psicanalisi, la quale conosce lโimportanza che hanno le parole: Eva Gerace Gemelli, nata in Calabria e cresciuta in Argentina, dove si รจ formata professionalmente. Tra i colori del Sud: dal Sud dโEuropa al Sud dโAmerica, lontano dal fragore e dalla frenesia della metropoli economicamente forte. In posti di โperiferiaโ dove le aspirazioni e i sogni contano ancora qualcosa.
Eva Gerace Gemelli ha scelto, per il suo libro, un titolo evocativo, capace di condensare il contenuto. Una conversazione su uno dei piรน grandi attori della storia del cinema, trasformato in mito da e per intere generazioni.
Un mito cresciuto anche grazie a tutte le vicende analizzate dallโautrice di questo libro, la quale non racconta una seduta psicanalitica, ma riesce, partendo dalle scelte psichiche di Brando, a creare unโopera di valore universale: un percorso di domande e di interrogativi, in cui non ci si perde, perchรฉ Eva ci conduce per mano, dal particolare (Brando) allโuniversale (la riflessione personale di ognuno).
Il Marlon Brando conosciuto e amato, dalle generazioni che hanno visto i suoi film, รจ il figlio di un disagio sociale, originato da storie comuni a molti, come, ad esempio, quella di due genitori mancanti, (non assenti, ma mancanti) alcolizzati, infedeli a sรฉ e al proprio compito.
Brando รจ un figlio compresso tra due esistenze votate allโautodistruzione, un bambino messo da parte e sottovalutato. Una storia tristemente comune, di ordinaria follia, un caso da Psicopatologia della vita quotidiana.
Quindi? Ci si potrebbe chiedereโฆ Ecco la rivelazione di Eva Gerace Gemelli: โQuanto conta far crescere un desiderio e incarnarlo o, meglio, diventare desiderio incarnato?โ.Non tutti i figli di coppie cosรฌ disgraziate sono diventati attori famosi: la maggior parte han fatto una brutta fine ed hanno perpetrato il male subito.
Perchรฉ Marlon Brando รจ diventato attore da Oscar e Artista? Cosa lo ha salvato?Eva cerca di rispondere a questo quesito, e per farlo si pone tante altre domande, come un bravo filosofo e un bravo psicanalista.
Sono pagine che interrogano la Vita e nello specifico una vita, prendendo in esame lโaccidentale, il caso: cosa spinge verso una soluzione piuttosto che verso unโaltra?
Quanto conta il desiderio, ma anche il desiderio di chi ci tiene in grembo per nove mesi? Quanto contano le aspettative altrui e che ruolo hanno sulla nostra psiche?Brando si sente dire dal padre che non vale niente e che non ha mai fatto nulla di buono. Un giorno, perรฒ, qualcuno gli dice โBravoโ e tutto cambia.
Ma, senza il desiderio, sarebbe bastato quel โBravoโ per orientarlo sulla strada della recitazione? Oppure essa รจ da sempre segnata nel suo animo?Eva Gerace non dร risposte, ma pone domande radicali. Domande non sul senso della vita, ma sul senso di singole esistenze: quella di Brando e di ogni individuo che, come lui, ha una missione. Non si parla di predestinazione, ma di predisposizione.
Da dove nascono le attitudini? Forse sono frutto di un desiderio? Cosa determina il nostro essere ciรฒ che siamo? Nel caso di Brando le parole, secondo la Gerace, sarebbero state determinanti, sia in senso negativo (paterne) sia in senso positivo (materne e femminili in genere โ dalla balia alla moglie taitiana), ma ci sono cose che lโautrice lascia allโinterpretazione del lettore: tra le righe di questo interessantissimo saggio cโรจ il โnon dettoโ, che lo rende ancor piรน attraente, anche per chi di psicanalisi esperto non รจ.
La Gerace non รจ scontata nel giudizio: sarebbe facile inquadrare Brando in uno dei casi da manuale, ma Eva รจ una professionista. Sa che ogni esistenza รจ unica e che le generalizzazioni fanno perire i particolari, ossia le essenze dei fatti, e con esse la veritร .La sua veritร , Brando, sembra lโabbia trovata nella โfinzioneโ del cinema, dove il nascondersi dietro una maschera vuol dire, il piรน delle volte, riscoprire se stessi e darsi agli altri nella propria e piรน intima essenza.
Marlon si fa desiderio per se stesso: esso รจ lโesempio, sembra dire la Gerace, che la forza sta nella parola, nel dire, nel penetrare lโanima del mondo, parafrasando Hillman, con la sua dirompente vitalitร e forzaโฆ la parola, il desiderio piรน grande, che fin dallโantichitร piรน remota possiede lโuomo e lo induce a liberare lโistinto, a veicolarlo verso la creazione.
Festival di Venezia di Cannes scuole corsi di cinema sceneggiatura.
Scuola di Cinema Sentieri Selvaggi
LIBRI DI CINEMA โ โMarlon Brando โ Quando il desiderio si fa uomoโ
di Leonardo Lardieri (del 21/01/2007)
La vita e lโopera di Marlo Brando, seguendo il percorso โpatograficoโ, dimostrando il nesso tra la storia di un uomo e il suo โsintomoโ.
Il saggio della psicoanalista lacaniana รจ un racconto decostruzionista che rinuncia anche alla comprensione di un senso vero e proprio ma รจ capace di transitare sullโesistenza di un mito.
Cittร del Sole Editrice
MARLON BRANDO โ Quando il desiderio si fa uomo Eva Gerace Gemelli
Cittร del Sole Edizioni1ยช Ristampa โ Settembre 2006
ร un libro particolare quello scritto da Eva Gerace Gemelli, psicoanalista lacaniana.
La vita e lโopera di Marlon Brando in questo saggio, seguendo il percorso โpatograficoโ, dimostrando il nesso tra la storia di un uomo e il suo โsintomoโ.
Come insegnava Freud, lโopera spiegherebbe la vita e la vita lโopera, in un gioco di riflessi che si moltiplicano allโinfinito e producono una rivelazione che permane ancora dopo la lettura. Cโรจ un Brando sconosciuto e cifrato in queste pagine che la scrittrice e direttrice della collana โArte e Psicoanalisiโ per la piccola casa editrice calabrese โCittร del Soleโ, ha saputo rendere letteratura attraverso il linguaggio narrativo della teoria psicoanalitica.
Allo stesso Freud si riconosce, oltre il suo inestimabile valore scientifico ed umanistico, uno stupefacente uso ammaliatore della parola, oggi ancora di piรน oggetto di studio di critica letteraria. Attraverso delle schegge, transiti esistenziali, racconti brevi di vita, citazioni, Eva Gerace sembra voler arrivare ad una vera e propria strutturazione soggettiva del mito.
Studiosa molto apprezzata in Argentina (dove ha vissuto per diversi anni) e Columbia, lโautrice segue la traccia della realizzazione e della frustrazione del โdesiderioโ del soggetto, chiave universale per leggere la vita di ogni essere umano, secondo alcuni fondamentali principi della psicoanalisi.
A testimonianza del successo che questo libro sta ricevendo, basta ricordare il consenso che ha ottenuto sia dagli ambienti accademici che dal pubblico fino a dover richiedere la prima ristampa ad appena pochi mesi dalla sua uscita.
Come in un racconto decostruzionista, si rinuncia anche alla comprensione di un senso vero e proprio, per entrare in una dimensione frammentaria e discontinua lontana da quella per grandi narrazioni del sapere, capace di giungere alla storia di un uomo che รจ stata figura controversa e complessa, appesantita dal mito e dagli scandali. Marlon Brando non รจ una cavia nelle mani dellโautrice, ma รจ sempre visto in qualitร di persona, โeccezionaleโ nel senso che la sua storia รจ stata fuori dai canoni della โnormalitร โ.
Prima di inoltrarsi nella lettura, Eva Gerace Gemelli, nella prefazione ricorda, parafrasando Borges, che siamo tutto il nostro passato, il nostro sangue, la gente che abbiamo visto morire, i libri che ci hanno migliorato, in una parolaโฆ siamo piacevolmente gli altri.Festival di Venezia di Cannes scuole corsi di cinema sceneggiatura. Scuola di Cinema Sentieri Selvaggi


